Da Caserta, un una sola voce si alza contro i cori razzisti e di facile strumentalizzazioni da parte dei Salvini e i Grillo di turno: dignità, accoglienza, opportunità di una vita migliore sono stati temi della manifestazione dei migranti svoltasi il 20.06.2015
Occorre una nuova idea di civiltà; un cambio di prospettiva antropologica che faccia ridefinire il concetto stesso di confini e di libera circolazione degli uomini e delle donne sul nostro pianeta.
Povertà, guerre, carestie spingono maree crescenti dei nuovi disperati che, in particolare dal continente Africa, oggi pagano secoli di schiavitù cui sono stati costretti dai civili e moderni stati nazionali europei e , allo stesso modo nel nuovo continente USA, comunque governato dalle monarchie europee, almeno fino alla guerra di indipendenza.
Accogliere quanti approdano alle nostre coste non è solo un dovere civico, ma anche un risarcimento etico per i danni che abbiamo loro causato in secoli di dominio, colonialismo, guerre e scempio delle risorse e delle ricchezze naturali.
Poi vanno definite, pensate e rese operative le politiche di accoglienza con l'obbiettivo di promuovere concreta integrazione e inserimento sociale, culturale e lavorativo.
Non servono i luoghi dell'accoglienza, ma la comunità accogliente; non serve dare una diaria giornaliera a mò di elemosina, mortificando ulteriormente persone già ferite ed umiliale per la povertà e la disperazione che portano con se e che traspare dal terrore nei loro occhi appena scampati alla morte; non serve il tempo che scorre inutile nell'attesa che si definisca cosa si dovrà essere: profugo, regolare, rifugiato, clandestino, invisibile?
Come associazione Melagrana da più di un decennio abbiamo dato disponibilità ad accogliere minori stranieri; sono stati nostri ospiti, sono cresciuti e sono diventati nostri amici ed amici della comunità che hanno vissuto ed imparato a sentire amica e accogliente.
Questi ragazzi e ragazze provenivano da paesi lontani, devastati dalla guerra e dalla povertà: Afganistan, Egitto, Tunisia , Bangladesh, Ghana, Algeria, Ucraina, Marocco, per indicarne alcuni.
Oggi sono diventati adulti lavoratori che stanno costruendo le proprie vite utilizzando quei strumenti semplici che insieme siamo riusciti ad organizzare, primo fra tutti la scuola, consegnando loro il principale passpartout all'integrazione nel nostro paese.
Allora sembra semplice proporre una nuova forma di accoglienza; la provo a sintetizzare in pochi punti:
1) Accoglienza mirata alla distribuzione su tutti i comuni del territorio nazionale (un'ipotesi:2 nei comuni con meno di 1000 abitanti; 6 in quelli tra 1000/5000 ab.; 10 in quelli tra 5000/10.000 ob.; ecc. seguendo unaProgressionedi 10 migranti per 10.000ab.) dove potrebbero essere accolti senza drammi e costi insostenibili da subito tra i 50.000 ed i 70.000 migranti.
2) I migranti affidati al comune ed al sindaco quale figura tutor.
3) Il comune provvede alla locazione di un appartamento da affidare come abitazione in modo da rendere il giusto decoro ad una permanenza che spesso assume i contorni della precarietà assoluta. .
4) La diaria giornaliera viene commutata in gettone di presenza per attività di utilità sociale alle quali destinare i migranti ospisti che saranno impegnati per alcune ore della giornata (ciò eviterà che la dignità della persona venga umiliata attraverso una elemosina che alimenta acredine e non facilita l'integrazione, che sarebbe quasi automatica vedendo persone impegnate a garantire il decoro della proprie comunità e svolgere attività di sostegno alle persone in difficoltà).
5) l'impegno assolve, attraverso un'attività lavorativa seppure part-time, alla restituzione della diaria / gettone giornaliera e del fitto abitativo.
6) Viene progettato un percorso per obiettivi della durata di 12 mesi prorogabili di ulteriori 6 mesi nei quali viene fatto obbligo di acquisire la licenzia di scuola media inferiore (frequentando un corso serale presso una delle scuole pubbliche del territorio), e di regolarizzare tutti gli aspetti formali relativi alla residenza quelli sanitari e fiscali, con l'aiuto ed il controllo del tutor/sindaco.
7) Il mancato raggiungimento degli obiettivi determina la perdita del diritto a stare sul territorio nazionale e quindi soggetto ad essere espulso; ovvero il raggiungimento degli obiettivi darà diritto alla nuova definizione di obiettivi che muovono da un permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di studio per una durata massima di 12+12 mesi entro i quali certificare con l'ausilio del tutor/sindaco la capacità di automantenimento.
8) raggiunti anche il secondo blocco di obiettivi si provvederà al rilascio di una carta di permanenza da 5 a 10 anni propedeutica al rilascio della cittadinanza.
Questa potrebbe essere un'idea che lascia aperta la speranza, anzi la certezza che il proprio futuro dipende anche dalla propria capacità disponibilità e volontà a costruire le condizioni migliori di vita; ma anche che condizioni migliori di vita devono essere promosse direttamente da noi tutti come cittadini accoglienti e dalle nostre comunità, istituzioni in testa.
Siamo tutti clandestini su questo mondo e solo il caso ha voluto che uno di noi nascesse nelle parte ricca del mondo e non in quella povera.
Io, così come i miei compagni di viaggio di Malagrana, continueremo ad esercitare il nostro diritto all'accoglienza come da sempre senza paura dello straniero e senza il timore che l'incontro di culture diverse possa determinare un impoverimento, ma convinti sempre più che è proprio dall'incontro delle culture differenti potrà avere corso la costruzione di un mondo migliore, più giusto, più equo e solidale.