Inaugurato il Museo della Memoria Civile e Sociale di Dugenta. Tra interventi istituzionali, taglio del nastro e momenti conviviali, apre ufficialmente le porte un luogo che vuole rivendicare il diritto all’esercizio collettivo della Memoria.
Dugenta. Decine di persone sono intervenute alla cerimonia inaugurale del Museo della Memoria Civile e Sociale, un parco/museo a cielo aperto, in cui con targhe e percorsi tematici, si intende celebrare le figure che hanno lottato per un mondo migliore, i momenti significativi della nostra storia e chi si è battuto per la legalità. Il progetto ha visto la luce dopo alcuni anni di progettazione, e raccolta materiale ed è stato possibile solo grazie alla sinergia tra l’Associazione Melagrana, la Cooperativa Sociale Koinè e la Rete Vesuviana Solidale. All’inaugurazione di ieri erano presenti gli operatori delle diverse associazioni, ma anche gli utenti del Centro DiversAbile e i ragazzi della comunità alloggio per minori Tetto Rosso, luoghi che si trovano negli stessi spazi verdi in cui si snodano i percorsi del Museo. Ma non solo loro. Tra i presenti anche le istituzioni locali, l’Arma dei Carabinieri e attivisti di varie realtà associative.
Gli interventi
Ad aprire l’evento è stato Roberto Malinconico, presidente di Melagrana, che oltre a fare gli onori di casa e a spiegare alcuni dettagli dell’evento, ha sottolineato come il Museo della Memoria Civile e Sociale rappresenti un altro importante tassello di un percorso che l’Associazione Melagrana porta avanti da ormai 26 anni.

“Un impegno sui temi della Pace, dei diritti, a sostegno delle povertà diffuse e dalla parte dei popoli negati”.
Un lavoro che, continua Malinconico, ha avuto inizio sin dal 2005 con i viaggi a Auschwitz e Birkenau, a Marzabotto, alle Fosse Ardeatine e che prosegue con i laboratori sulla Memoria attivi nelle scuole e con la mostra itinerante che mostra gli orrori dei lager.
“Il Museo nasce dalla volontà di rivendicare il diritto all’esercizio collettivo della Memoria. Un diritto che non vogliamo perdere e che abbiamo voluto realizzare fisicamente”.
Dopo i saluti del parroco di Dugenta Don Giuseppe Oropallo, è intervenuto il Sindaco, dott. Clemente Di Cerbo. Il primo cittadino ha sottolineato la sinergia tra comune e associazioni, e mostrato il pieno appoggio, quando è diventato palese che “qui si faceva sul serio”.
Un momento significativo è stato invece l’intervento delle Forze dell’Ordine, nella persona della Comandante del Reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta, la tenente colonnello Marilena Scuderi. Il Museo riceve in dono la talea di Giovanni Falcone. La Comandante ha parlato dell’albero piantato davanti alla casa del giudice vittima di mafia. Un albero che è ormai luogo di ricordo e testimonianza e che ha cominciato a diffondere i suoi frutti. Le gemme della pianta – spiega la Comandante – vengono raccolte e diffuse in tutta Italia, in tutti i luoghi della legalità e della lotta alle mafie. Ad ogni piantina è associato un qr code che contribuisce a creare un bosco diffuso della legalità.

L’intervento conclusivo è toccato ad Andrea Morniroli, Assessore alle Politiche Sociali e alla Scuola della Regione Campania. Morniroli si presenta come un assessore tecnico, ovvero non legato a simboli politici, ma con una pluridecennale esperienza nel sociale e, in particolar modo, nel Terzo Settore. L’Assessore sottolinea che viene già da sei mesi di mandato, durante i quali ha avuto modo di comprendere quali siano le difficoltà che le cooperative sociali, le associazione e gli enti del terzo settore affrontano nel quotidiano.
“Ho la responsabilità di portare in Regione esperienze come la vostra, che hanno qualcosa da insegnare; esperienze che possono diventare proposte regionali”.
E poi ancora:
“Questa regione è ricca di cose straordinarie, non solo di difficoltà. Ma il rischio concreto è che queste esperienze rimangano solo e soltanto straordinarie, e non diventino politiche regionali”.

Morniroli non risparmia nessun riferimento alle difficoltà, che da operatore ha conosciuto bene. Ad esempio, in un passaggio si riferisce agli ambiti, i quali tengono bloccati i fondi che consentirebbero alle associazioni di erogare servizi, ma spesso questi pagamenti avvengono dopo mesi, anni di ritardo. Salvo poi, sbloccarsi di colpo dopo la chiamata dell’Assessore Regionale.
L’obiettivo dell’attuale Amministrazione regionale, sottolinea Morniroli, è fare in modo che tra 5 anni non ci sia più bisogno della chiamata di un Assessore per sbloccare dei pagamenti.
Infine, un riferimento al CNCA, a Melagrana e a tutto il mondo dell’associazionismo. In questo passaggio, Morniroli sottolinea come i soggetti del privato sociale non debbano dismettere la loro dimensione politica e culturale. “Soltanto un volontariato, un associazionismo che non dismette la propria dimensione politica- sociale, può essere utile al tentativo che questa Amministrazione sta provando a fare. Ma serve un privato sociale che quando pensa ad un servizio, ha in testa un modo diverso di pensare la società”.
E conclude: “le educatrici e gli educatori, le operatrici e gli operatori non fanno del bene, ma mettono a terra il secondo paragrafo dell’Articolo 3 della Costituzione: uomini e donne che rimuovono gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona”.
Taglio del nastro
Dopo gli interventi, l’Associazione Melagrana ha consegnato ad ogni relatore qualche piccolo dono, ricordo del Museo della Memoria: il poster “Restare Umani” e le t-shirt con il medesimo slogan. Poi c’è stato il taglio del nastro, il gesto simbolico che sancisce l’apertura ufficiale del museo. A tagliare è stato proprio l’Assessore Morniroli, insieme al Sindaco di Dugenta, a Roberto Malinconico e agli altri intervenuti. Il pomeriggio è poi proseguito con un momento di esplorazione e convivialità. Dapprima i numerosi presenti hanno potuto scoprire le targhe, i nomi e i percorsi del Museo, per poi accomiatarsi e assaggiare il buffet con i piatti realizzati dal ristorante Koinè Soul Food e l’area beverage con tanto di vista panoramica sulla Valle Telesina.
Il Museo della Memoria Civile e Sociale
Il Museo della Memoria Civile e Sociale è un parco/museo all’aperto. Si snoda lungo sette percorsi tematici:
- Viale della Resistenza;
- Passeggiata della Costituzione;
- Giardino dei Diritti;
- Giardino della Legalità;
- Viale dei Popoli Negati
- Largo dei Popoli Uniti
- Piazza della Pace
In tutti i percorsi, i visitatori potranno passeggiare immersi nel verde in cui gli alberi, le aiuole e le piante sono costellati da targhe che ricordano personalità ed eventi che si sono resi protagonisti ciascuno nel proprio ambito. Passeggiando per Viale della Resistenza ad esempio, ci si imbatte nella Brigata Garibaldi, in Tina Anselmi e Sandro Pertini. Nel Giardino della Legalità si ricordano le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma anche di Giancarlo Siani e Pippo Fava. Inoltre vi è anche il percorso dei 100 passi, ispirato all’esempio di Peppino Impastato.
Nel Viale dei Popoli Negati si parla dei Palestinesi, dei Mapuche, degli Inuit e dei Navajo, tutti quei popoli che presentano una forte identità culturale e tradizionale, ma che vengono da anni fortemente osteggiate.
Il percorso termina in Piazza della Pace, lasciato volutamente come punto d’arrivo, spazio di incontro e riflessione sui temi affrontati durante i percorsi.
In questi termini si presenta il Museo della Memoria Civile e Sociale, un progetto ambizioso con un forte carattere, anche didattico-educativo. Sarà aperto a tutti i visitatori, consapevoli di intraprendere un percorso sicuramente piacevole e all’aria aperta, ma con il forte valore che l’esercizio della Memoria, porta in chiunque le si avvicini.













