Il 27 gennaio è la giornata dedicata alla MEMORIA. Un momento di riflessione plurale sulle atrocità che il regime nazista e fascista (Risiera San Sabba a Trieste è stato il campo di sterminio aperto sul nostro territorio e gestito insieme con i fascisti) ha fatto in Europa nel secolo scorso, durante la II guerra mondiale. Nei campi di sterminio nazisti furono trucidati 6 milioni di ebrei, 4 milioni di slavi, centinaia di migliaia di zingari, omosessuali, oppositori politici. E la seconda guerra mondiale ha complessivamente ucciso 55 milioni di persone. Ma i massacri continuano ancora oggi, quotidianamente, sotto i nostri occhi, anche quando per pigrizia, per convenienza, per indifferenza, per abitudine o per rassegnazione, facciamo finta di non vederli. Le vittime si accumulano: fame, malattie, maltrattamenti, guerre… ogni anno, i nuovi olocausti provocano non meno di 40 milioni di morti!

Il 20% della popolazione mondiale (Europa, Giappone, America Settentrionale) consuma l’86% della ricchezza mondiale, il 45% della carne e del pesce disponibili, il 58% dell’energia, l’84% della carta prodotta. E dall’altra parte ben 3 miliardi di persone vivono con meno di due dollari al giorno; e di questi, 1,3 miliardi di persone vivono in assoluta povertà. 1 miliardo e 200 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e gli affamati cronici sono stimati a 842 milioni, tanto che circa 30.000 persone al giorno muoiono semplicemente per fame.

Neppure i bambini sono risparmiati: 211 milioni di bambini sono costretti a lavorare come schiavi, 1 milione e 200 mila di essi vengono esplicitamente coinvolti nella tratta degli schiavi, e 300 mila “bambini soldato” sono impegnati nelle guerre. E le guerre hanno ucciso negli ultimi dieci anni 2 milioni di bambini e ne hanno ferito o resi disabili più di 6 milioni.

Il termine olocausto, dal greco holokauston (holos “completo” e kaustos “rogo”) che significa “rogo sacrificale offerto a Dio”, si riferiva originariamente ai sacrifici che venivano richiesti agli ebrei dalla Torah. Solo in tempi recenti è stato attribuito a massacri o catastrofi su larga scala. Esso venne, infatti, introdotto alla fine del XX secolo per riferirsi al tentativo compiuto dalla Germania Nazista di sterminare tutti quei gruppi di persone ritenuti “indesiderabili”.

Vivevano in Europa prima della seconda guerra mondiale, circa 9,5 milioni di ebrei. 6 milioni di essi trovarono la morte nei campi di detenzione e sterminio organizzati dalla Germania nazista. Inoltre, l’omicidio sistematico da parte dei Nazisti, colpì anche i gruppi etnici Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), i comunisti, gli omosessuali, i malati di mente, i Testimoni di Geova. Furono perseguitati i Russi, i Polacchi e gli altri Slavi. Il totale di vittime del Nazismo è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di civili, e fino a quattro milioni di prigionieri di guerra.

 

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