Giù le mani dal Canapificio. Melagrana sostiene la comune battaglia del Centro Sociale ex-Canapificio

Melagrana sarà al fianco del Csa Ex-Canapificio di Caserta in piazza e nella battaglia per affermare il diritto a restare umani.
Questo governo fascista e razzista, dopo aver smantellato l’esperienza di Riace, ora vuole mettere fine anche alla straordinaria esperienza del Canapificio.
La motivazione formale è che i locali non sarebbero a norma e, quindi, lo stabile è stato posto sotto sequestro.
Già nei mesi scorsi avevano provato a colpire il Canapificio attraverso una inchiesta giudiziaria montata su inesistenti irregolarità economiche del progetto SPRAR di accoglienza e inclusione dei migranti, che il CSA ex Canapificio da anni gestisce assieme alla Caritas e alle Suore Orsoline. Una esperienza riferimento in Italia, considerata un vero e proprio modello di inclusione per la costruzione di una società accogliente e multietnica.
L’obbiettivo è quello di sbarazzarsi di chi ha dimostrato, sul campo, che la buona accoglienza degli stranieri è davvero possibile.
Questo ultimo atto è gravissimo; indebolisce un argine – uno dei pochi nella martoriata terra dei fuochi – alla criminalità organizzata e allo sfruttamento: tutti sappiano che Salvini, ministro degli interni, invece di praticare la lotta alla criminalità e alle mafie, preferisce eliminare i luoghi che quella lotta la fanno ogni giorno, creando integrazione, inclusione, cooperazione.
Melagrana si unisce al grido generale che chiede l’immediata riapertura del Canapificio.

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