Centomila alla Marcia della Pace. Melagrana: un argine di umanità e di difesa dei diritti

E’ stata una Marcia della Pace e della Fraternità Perugia Assisi sentita e partecipata, quella di domenica 7 ottobre, con oltre 15 km ininterrotti di corteo e con oltre 100.000 partecipanti. Quasi 300 gonfaloni in rappresentanza di altrettanti Comuni, Provincie e Regioni d’Italia. Presenti in molti striscioni il sindaco Mimmo Lucano, Flavio Lotti, anima della Perugia Assisi, dal palco conclusivo della Marcia, invita a candidare il Modello Riace al Nobel per la Pace, un “modello d’accoglienza e solidarietà che risponde ai valori cui la marcia si ispira”.

L’associazione Melagrana, presente come sempre alla marcia, insieme alla Cooperativa Sociale Koinè Impresa Sociale e alla Comunità alloggio per minori Tetto Rosso, ha voluto ribadire che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguale in dignità e diritti, come cita l’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la marcia PerugiAssisi declina il tema della PACE e della fraternità in un tempo di freddi venti di razzismo e fascismi di ritorno che soffiano nel nostro Paese e in una Europa che fatica a caratterizzare il suo essere l’Europa delle persone e non solo dei capitali.
Esserci è importante e come Melagrana abbiamo deciso di esserci, unitamente alle tante sensibilità che sono oggi preoccupate per le politiche dei respingimenti e per atti normativi che minacciano il futuro di tutti e di tutte le persone che vivono o arrivano in Italia.
Sullo slogan “prima gli italiani” vogliono costruire il nemico e agitano la cultura dell’odio, finendo con l’arrestare Mimmo Lucano e la sua umanità di cui Riace  è un atto concreto, vero di accoglienza e di fratellanza, ma anche di cura delle persone e del territorio: creando nuova ricchezza e contrastando tutte le forme di povertà. Sono tempi difficili, ma preludono tempi ancora più duri dove gli ultimi, in Italia e nel Mondo, pagheranno il prezzo più alto. Dobbiamo creare un argine a questa deriva: un argine di umanità e di difesa dei diritti.

Il manifesto finale della giornata è un invito all’accoglienza e a “non lasciare nessuno solo”: “Diciamo basta all’individualismo e alla competizione che ci impediscono di rispondere ai bisogni fondamentali delle persone – sottolineano i promotori – . Prendiamoci cura di tutti, senza distinzioni, a cominciare dai più vulnerabili”.
“Rimettiamo al centro della nostra comunità, della nostra società le persone, tutte le persone, la loro dignità e i loro diritti umani fondamentali – prosegue il documento -. Costruiamo un argine alla violenza diffusa, al razzismo, alle discriminazioni, al bullismo, alle parole dell’odio…Riaffermiamo il dovere umano di assicurare ad ogni persona dignità e rispetto. Riaffermiamo il principio universale di uguaglianza e di giustizia. Riaffermiamo il dovere di proteggere ovunque tutte le persone minacciate da violenze, guerre, persecuzioni, sfruttamento e sistematiche violazioni dei diritti umani!” In tre parole: “Osiamo la fraternità”.

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