Sabato 28 e domenica 29 ottobre si è svolto a Dugenta, in provincia di Benevento, l’Ortika Power il festival di street art sannita ideato dallo street artist Fabio Della Ratta alias Biodpi, con l’aiuto dell’associazione Agorà e dell’associazione Melagrana. Il festival che quest’anno ha raggiunto la sua undicesima edizione, così come la precedente, ha avuto luogo proprio nella Fattoria Sociale Melagrana dove immigrati ma anche ragazzi italiani provenienti da territori difficili con altrettante difficili situazioni familiari alle spalle, i ragazzi della Comunità alloggio per minori Tetto Rosso, collaborano quotidianamente con le persone del posto. Principi di solidarietà ma soprattutto di accoglienza sono dunque un punto fermo della fattoria sociale che di conseguenza si estendono e si fondono anche nei principi alla base di tutto il festival.
Così come il luogo, anche la maggior parte degli artisti sono stati confermati rispetto all’anno scorso. Quest’anno infatti è stato possibile ammirare un ulteriore contributo artistico alla struttura della fattoria da parte degli ormai già conosciuti: Gianluca RaroLarvaErrico Di CerboLumeSalvatore TroianoIvan Del GiudiceSdu e Opium che attraverso la loro arte hanno regalato ancora più magia ad un posto immerso nella natura sannita facendolo diventare ancora di più tappa obbligatoria per gli appassionati di street art e non solo. Per ritornare ai sentimenti di accoglienza e solidarietà che si respirano in quel luogo, quest’anno anche un ragazzo Gambiano Muhammed Cessay ha esordito come artista insieme ad altri tre connazionali, Alh Ebrima Sanyang Lamin Saidy Amir Fadlalah, che insieme formano i The Homebull Boy. L’opera, creata attraverso la tecnica dello stencil, è un tributo alla loro terra d’origine il Gambia rappresentata dal volto di un leone con i colori dello stato africano da dove provengono e da dove sono partiti per l’avventura della vita a fare da contorno. Inoltre, ad essere stato inondato di street art è stato anche un capannone situato nei pressi della fattoria, facente parte dei beni culturali confiscati alla camorra, rimasto ancora inutilizzato ma che ora gode di nuova linfa grazie agli interventi di Raro, Opium e Larva. Alla fine è stato presentato anche il libro, Ortika Big Family, che contiene la storia di entrambe le edizioni e testimonia attraverso foto e citazioni quello che si respirava durante il festival; ovvero la sensazione di star facendo qualcosa per gli altri ritrovandosi allo stesso tempo in un ambiente sereno e amichevole ed il tutto reso ancora più bello dalla tanta street art che chi c’era ha potuto ammirare.

Fonte: ESCVPE.it 

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